L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha pubblicato un aggiornamento della Matrix PEM, la tabella che traccia l’applicazione delle regole d’origine tra i Paesi membri della Convenzione paneuromediterranea (PEM). La nuova versione include dati aggiornati su Albania e Moldova.
Nello specifico:
l’Albania ha ottenuto lo status “CR” con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2025
La Commissione europea rafforza la misura di salvaguardia sull’acciaio per contenere le importazioni e tutelare l’industria siderurgica dell’UE.
Nell’ambito del suo piano d’azione per la siderurgia e la metallurgia, la Commissione europea ha inasprito la misura di salvaguardia, riducendo il tasso di liberalizzazione dall’1% allo 0,1%. Questo provvedimento limita la quantità di acciaio che può essere importata nell’UE senza dazi. Inoltre, i Paesi esportatori non potranno più usufruire dei contingenti inutilizzati di altri Paesi, inclusi quelli assegnati alla Russia e alla Bielorussia.
Anche il meccanismo di “riporto” (“carry over”), che consentiva ai Paesi di trasferire i contingenti inutilizzati al trimestre successivo, è stato abolito per le categorie caratterizzate da un’elevata pressione sulle importazioni e da un basso livello di consumo.
La maggior parte degli adeguamenti entrerà in vigore il 1° aprile 2025, mentre alcune modifiche, come la riduzione del tasso di liberalizzazione e l’abolizione del trasferimento delle quote inutilizzate per determinate categorie, saranno applicate dal 1° luglio 2025. Tuttavia, la durata complessiva della misura di salvaguardia rimane invariata e si concluderà il 30 giugno 2026.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/03/ART25-Misura-salvaguardia-acciaio-UE.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-03-26 10:55:072025-03-26 13:19:20L’UE rafforza le misure di salvaguardia sull’acciaio a tutela dell’industria siderurgica
Con una capacità di spesa per i consumi che supera di gran lunga quella della Cina e dell’Unione europea, gli Stati Uniti non solo rappresentano un mercato cruciale per gli esportatori di tutto il mondo, ma giocano un ruolo determinante nelle dinamiche commerciali internazionali. L’introduzione di nuovi dazi doganali, sebbene per ora limitati a determinati Paesi, può avere ripercussioni significative sul mercato globale. La situazione si fa preoccupante e, anche in Svizzera, sia il governo sia le aziende sono chiamati a prendere decisioni rapide e strategiche.
In un contesto economico mondiale sempre più teso e imprevedibile, la Svizzera e le sue aziende si trovano ad affrontare sfide significative e delicate. Con un’economia fortemente orientata all’export, il nostro Paese si rivela estremamente vulnerabile alle turbolenze geopolitiche e alle politiche protezionistiche che stanno ridisegnando gli equilibri commerciali globali.
L’incubo dei dazi
Le aziende svizzere, rinomate per la loro eccellenza nei settori della farmaceutica, dei macchinari di precisione e dell’orologeria, si trovano a navigare in acque sempre più agitate. Oltre ai dazi generalizzati del 25% su alluminio e acciaio in vigore dal 12 marzo, che colpiscono direttamente anche i prodotti elvetici, la (ad oggi) minaccia di nuovi dazi del 25% sulle importazioni di auto, prodotti farmaceutici e altri prodotti europei getta ombre inquietanti sul mercato dell’Unione europea (UE) e sul futuro delle esportazioni svizzere: più della metà delle merci elvetiche destinate all’estero trova infatti mercato proprio nell’UE, e molte di queste vengono incorporate in prodotti venduti negli Stati Uniti.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che le tensioni commerciali non si limitano all’asse USA-UE: le misure protezionistiche statunitensi annunciate e/o già varate contro Messico, Canada e Cina e le risposte di questi Paesi rischiano di destabilizzare le catene di fornitura globali, creando un contesto sempre più volatile. Sebbene al momento le aziende svizzere non siano nel mirino diretto delle politiche protezionistiche americane, non possono rimanere immuni dalle ripercussioni: note per la loro integrazione in sofisticate catene del valore globali, le aziende svizzere potrebbero, infatti, trovarsi a fare i conti con aumenti dei costi di produzione, interruzioni nella fornitura di componenti critici e una potenziale riduzione della domanda nei mercati chiave. In questo scenario sono quindi chiamate a ripensare le loro strategie di approvvigionamento, produzione e distribuzione, puntando su una maggiore flessibilità e resilienza.
Strategie di diversificazione e libero scambio
Malgrado un contesto economico sempre più complesso, il commercio internazionale continua, infatti, ad offrire opportunità di diversificazione, innovazione e crescita per le imprese svizzere. Grandi gruppi stanno espandendo la loro presenza in Asia, Africa e Sudamerica, riducendo la dipendenza dai mercati tradizionali. Anche le PMI seguono questa strada di espansione internazionale, seppur con ritmi e risorse differenti.
Il mondo economico sta esercitando una pressione crescente sul governo federale affinché acceleri l’estensione della rete di accordi di libero scambio, considerati cruciali per garantire l’accesso a nuovi mercati in un contesto di crescente protezionismo. Nello specifico, guarda con attenzione alla ratifica degli accordi con India e Thailandia, conclusi rispettivamente a marzo 2024 e a gennaio 2025, all’aggiornamento di quelli esistenti con Cina e Messico, e alla finalizzazione dell’intesa con il Mercosur. Parallelamente, resta alta l’attenzione sul rilancio dei negoziati con gli Stati Uniti e sulla conclusione gli Accordi bilaterali III con l’UE.
Il Consiglio federale si trova così a dover bilanciare gli interessi economici nazionali con la necessità di mantenere una posizione neutrale nelle dispute commerciali internazionali. Questa sfida diplomatica richiede una strategia sofisticata che permetta alla Svizzera di proteggere i suoi interessi economici senza alienarsi nessuno dei suoi partner commerciali chiave.
Verso una gestione proattiva dei rischi
Dal canto loro, le aziende svizzere sono chiamate a adottare altre misure strategiche per mitigare la loro vulnerabilità, come monitorare le tensioni geopolitiche e condurre analisi approfondite della propria esposizione al rischio. Lo sviluppo di sistemi di analisi avanzata e di allerta precoce (“early warning”) diventa fondamentale per anticipare cambiamenti nei mercati e rispondere tempestivamente a eventuali shock economici. Tecniche di pianificazione strategica, come gli “stress test”, consentono invece di valutare la resilienza dell’azienda di fronte a scenari avversi, simulando impatti di misure tariffarie o altre discontinuità economiche.
In un mondo sempre più interconnesso, il successo delle nostre imprese dipenderà anche dalla loro capacità di adottare una prospettiva trifocale, che le veda integrare strategie a breve, medio e lungo termine nelle loro operazioni quotidiane. Questo richiede il passaggio da un approccio reattivo a una gestione dinamica dei rischi e delle opportunità: non basta reagire ai cambiamenti, ma occorre anticiparli, trasformando le sfide in opportunità di innovazione e crescita. Alcuni esempi di strategie proattive per rispondere celermente ai cambiamenti globali includono l’integrazione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale per le analisi predittive, investimenti in ricerca e sviluppo per ideare prodotti innovativi e meno suscettibili a barriere commerciali, nonché la formazione del personale nella gestione di catene di valore sempre più complesse.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/03/ART25-aziende-svizzere-tensioni-globali.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-03-12 08:00:002025-03-07 16:14:52Le aziende svizzere al crocevia delle tensioni commerciali globali
A partire dal 12 marzo 2025, le importazioni di acciaio, alluminio e loro derivati negli Stati Uniti saranno soggette a un dazio supplementare del 25%. La misura, ufficializzata da due avvisi dell’agenzia doganale statunitense, segna un’ulteriore stretta sulle politiche commerciali del Paese.
L’ampliamento della misura interessa diverse categorie merceologiche:
alluminio e derivati: prodotti dei capitoli tariffali 66, 76, 83, 84, 85, 87, 88, 90, 94, 95 e 96.
acciaio e derivati: prodotti dei capitoli tariffali 72, 73, 84, 85, 87 e 94
I provvedimenti revocano ogni forma di trattamento agevolato, comprese quote assolute, contingenti tariffari ed esenzioni per singoli Paesi. Inoltre, pongono fine alle esclusioni generali precedentemente approvate (General Approved Exclusions, GEA), mantenendo valide solo quelle specifiche registrate nel sistema Automated Commercial Environment (ACE) fino alla loro scadenza o all’esaurimento del volume autorizzato.
Esclusi dall’inasprimento dei dazi saranno unicamente i prodotti realizzati con acciaio fuso o alluminio estruso negli Stati Uniti. Per tutti gli altri derivati, il calcolo del dazio verrà effettuato sul valore del metallo di base.
Non è previsto alcun meccanismo di rimborso (drawback) per i dazi imposti. Inoltre, l’acciaio, l’alluminio e i loro derivati ammessi nelle zone franche statunitensi a partire dal 12 marzo 2025 dovranno riceveranno lo status di “straniero privilegiato” e saranno assoggettati ai dazi vigenti al momento dell’immissione in consumo.
Per chiarire le modalità di attuazione delle nuove misure, l’agenzia doganale statunitense (U.S. Customs and Border Protection – CBP) ha ora pubblicato due documenti operativi:
I due documenti elencano le sottovoci tariffarie del capitolo 99 dell’Harmonized Tariff Schedule of the United States (HTSUS)da utilizzare obbligatoriamente per dichiarare le importazioni e forniscono istruzionidettagliate sullacorretta dichiarazione del contenutodi alluminio e acciaio, compresa l’indicazione del Paese di fusione e colata (per l’alluminio: anche in caso di utilizzo di materiali riciclati).
Sottovoci tariffali a confronto
A quali sottovoci tariffali del capitolo 99 sono associati i vari articoli in acciaio e alluminio? Consulta la nostra tabella riepilogativa!
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/03/ART25-USA-dazi-acciaio-alluminio.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-03-10 14:11:462025-03-10 20:10:42Stati Uniti: dazi del 25% su acciaio, alluminio e loro derivati
L’accordo di libero scambio AELS-Moldova entrerà in vigore tra Svizzera, Liechtenstein e Moldova il 1° aprile 2025. È già entrato in vigore tra Islanda e Moldova il 1° settembre 2024 e tra Norvegia e Moldova il 1° novembre 2024
Contemporaneamente all’entrata in vigore dell’accordo, alla Moldova verrà soppresso lo stato di Paese in via di sviluppo beneficiante di preferenza. A partire dal 1° aprile 2025, per l’imposizione preferenziale, dovrà pertanto essere disponibile una prova di origine rilasciata nell’ambito dell’accordo di libero scambio.
La Moldova è parte della Convenzione PEM riveduta e il cumulo diagonale con i partner di libero scambio in comune all’interno della zona PEM è generalmente possibile (p. es. con l’Unione europea). Le opzioni di cumulo effettive possono essere visualizzate nella Matrix. La Convenzione PEM riveduta prevede anche il cumulo totale. Fino al 31 dicembre 2025 le prove d’origine emesse sulla base delle norme rivedute devono recare la dicitura “REVISED RULES”.
Le merci originarie che, al momento dell’entrata in vigore dell’accordo, si trovano in transito o in custodia temporanea presso un deposito doganale oppure in una zona franca in Moldova o in Svizzera possono beneficiare dell’imposizione all’aliquota preferenziale quando vengono importate in Svizzera. A tal fine, occorre presentare una prova d’origine allestita a posteriori, nonché la documentazione comprovante il trasporto diretto. Se al momento dell’imposizione non è disponibile alcuna prova di origine, è necessario richiedere un’imposizione provvisoria.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/02/ART25-AELS-Moldova.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-02-28 14:00:002025-02-28 09:58:07Accordo di libero scambio AELS-Moldova in vigore dal 1° aprile 2025
Giovedì 27.02.2025 il direttore della Cc-Ti Luca Albertoni ha incontrato l’Ambasciatore indonesiano in Svizzera Ngurah Swajaya, in visita di cortesia in Ticino. L’incontro si è tenuto a Bellinzona presso MSpace, uno spazio di lavoro condiviso creato dal gruppo Multi e di cui la Cc-Ti è partner.
L’incontro, organizzato dal Presidente del Gran Consiglio Michele Guerra e a cui ha partecipato anche una delegazione di rappresentanti del mondo economico e accademico ticinese, si è svolto in un clima di grande cordialità ed è stato l’occasione per un proficuo approfondimento su temi di interesse comune, tra cui le opportunità offerte dall’accordo di partenariato economico globale (CEPA) in vigore dal 1° novembre 2021 e dall’accordo di promozione e protezione degli investimenti in vigore dal 1° agosto 2024.
L’Indonesia, lo ricordiamo, è la più grande economia del Sud-est asiatico nonché una delle democrazie più vivaci della regione. Secondo le previsioni, entro il 2030 sarà la settima economia più grande del mondo ed entro il 2045 sarà la quinta. Con 276 milioni di abitanti è anche la quarta Nazione più popolosa del mondo.
L’Ambasciatore Swajaya ha evidenziato interessanti opportunità per le nostre aziende nei settori alimentare, MEM, delle scienze della vita e delle rinnovabili.
Abbiamo intervistato Stefano Giordani, che sta frequentando il corso “Specialista della gestione PMI” (che porta all’ottenimento dell’attestato federale), per continuare a dare spazio su queste pagine alle voci ed alle esperienze dei corsisti, raccogliendo preziose testimonianze.
Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad iscriversi al corso Specialista della gestione PMI?
Ho deciso di iscrivermi al corso di Specialista della gestione PMI perché volevo approfondire e ampliare le mie conoscenze manageriali per poter gestire al meglio l’azienda di famiglia, in vista della futura successione aziendale. Inoltre, mi piaceva l’idea di accedere ad una formazione che mi permettesse di avere una conoscenza globale su varie tematiche a 360° gradi sul mondo aziendale, tra cui la gestione del personale, la leadership e l’organizzazione, a mio parere aspetti fondamentali e importarti nella gestione di un’impresa.
Come pensa che queste nuove competenze possano concretamente contribuire allo sviluppo della sua azienda?
Le nuove competenze mi permetteranno di essere più performante e preparato nel gestire le differenti situazioni che emergeranno nel mio lavoro. Essendo pronto potrò adottare e implementare soluzioni più innovative e strategiche mirate per ottimizzare i processi aziendali, andando a migliorare l’operatività. Le competenze apprese mi permetteranno anche di analizzare e individuare nuove opportunità di crescita. Inoltre, potrò proporre e attuar nuove idee, strumenti e metodologie che porteranno innovazione nella struttura aziendale, che sarà in grado di adattarsi in modo efficace ai cambiamenti del mercato ticinese e svizzero.
In quale modo la sua carriera beneficerà degli insegnamenti tratti, anche in ottica di una futura, ipotetica, successione aziendale?
Grazie agli insegnamenti acquisiti, potrò consolidare le competenze manageriali necessarie per affrontare in modo efficace le problematiche aziendali, affrontando con maggiore sicurezza le sfide della gestione. In vista di una futura successione,queste conoscenze mi consentiranno di garantire una transizione di successo, preservando la continuità e il valore dell’azienda che la mia famiglia ha costruito con impegno e sacrifici nel corso degli anni.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/02/ART25-scuola-gestione-PMI.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-02-24 08:05:002025-02-24 11:32:28In vista di una successione aziendale
I percorsi formativi sono corsi di formazione costituiti da più moduli interconnessi, che formano un vero e proprio approfondimento su una tematica specifica. Al termine si sostiene un esame finale e, al superamento dello stesso, viene rilasciato un attestato di frequenza Cc-Ti.
La classe “ABC della Leadership”
Percorso ‘ABC della Leadership’
Sul tema Possiamo dire che la leadership riguarda il cambiamento, sia personale che professionale, piccolo o grande. Consiste nel muoversi verso qualcosa che si desidera e nel creare qualcosa che prima non esisteva. Lo stile di leadership di ogni persona è unico e individuale e serve molto tempo, formazione e pratica per sviluppare leader efficaci. Tuttavia, qualsiasi percorso di crescita parte sempre dallo stesso punto: “facendo il primo passo”. L’obiettivo di questa formazione è quello di prendere consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione e porre le basi per migliorare la comunicazione interna, la gestione del feed-back, il processo di delega, la mediazione dei conflitti e termina con l‘approccio del coaching applicato dal Leader per far crescere il proprio team.
I diplomati Si è concluso con l’esame finale il quarto ciclo del percorso formativo “ABC della Leadership”. Complimenti a: Monica Aliprandi (Città di Lugano), Gian Luca Casella (ATTE), Samuele Ceratti (Il Centro SA), Caterina Clerici (Guess Europe Sagl), Gianluca De Stefani (Città di Mendrisio), Gianmaria Fieni (Schindler SA), Alessio Fusco (Fusco Express Sagl), Davide Longatti (Flarer SA), Dario Medunic (Pro Senectute Ticino e Moesano), Jessica Negri (Guess Europe Sagl), Prisca Orler (Città di Lugano), Gabriele Pizzino (European Academy of Dermatology and Venereology), Paola Rappoccio (Guess Europe Sagl), Aron Rossetto (Diamond SA), Roberto Sabatini (Il Centro SA), Alessandro Spinelli (Gruppo Ospedaliero Moncucco), Andrea Todeschini (European Academy of Dermatology and Venereolgy), Viktor Trendafilov (European Academy of Dermatology and Venereolgy), Davide Tronconi (Intensiv SA), Alessia Volonté (Rhenus Gottardo Ruffoni SA). Complimenti a tutti!
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 13 marzo 2025.
La classe “ABC della Leadership ADVANCED”
Percorso ‘ABC della Leadership ADVANCED’
Sul tema Il percorso corso ‘ABC della leadership ADVANCED’ è progettato per esplorare approcci avanzati nella gestione del team, acquisire strumenti per la presa di decisioni strategiche e sviluppare una leadership autentica che ispira il cambiamento. Il programma offre ai partecipanti una prospettiva innovativa sulla leadership, incoraggiandoli ad esplorare nuovi approcci e strategie che li porteranno a sperimentare nuovi e più efficaci metodi di conduzione. In questo percorso sono trattate tematiche quali il Team Working, la gestione delle riunioni e il Time Management, le strategie per la gestione dell’errore, l’Intelligenza emotiva e la gestione dello stress, il Problem solving e decision making, Change Management & strategic leadership.
I diplomati Si è concluso con l’esame finale il primo ciclo del nuovo percorso formativo “ABC della Leadership ADVANCED”, esclusivamente dedicato a coloro che hanno già seguito il corso base. Complimenti a: Maurizio Arca (Swiss Txt SA), Debora Beeler (Bellinzona e Valli Turismo), Nicola Bertocchi (Guess Europe Sagl), Edoardo Borghetti (Guess Europe Sagl), Simone Buvoli (Spinelli SA), Martina Ciolli (Guess Europe Sagl), Stefania Collari (Fidinam & Partners SA), Giuliano Gasperi (Corriere del Ticino), Nicola Giavi (Policentro Anziani Losone), Massimiliano Gini (SUVA), Vito Grassa (Bieffe Garage SA), Giovanni Guerini (Swiss Txt SA), Olga Kuligina (Guess Europe Sagl), Steven Merani (Magazzini Generali con Punto Franco SA), Andrea Paganoni (Ghioldi SA), Debora Pinna (Humabs BioMed SA), Davide Restelli (Città di Lugano), Valentina Riparbelli (Guess Europe Sagl), Giulio Vismara (Guess Europe Sagl).
Il prossimo ciclo prenderà avvio il 24 settembre 2025.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/02/ART25-Diplomati-ABC-Leadership.png8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-02-24 08:00:002025-02-18 10:31:33Tutti i nostri diplomati
La riforma dell’AVS 21, che è entrata in vigore il 1° gennaio 2024, prevede una maggiore flessibilità nel pensionamento. Ad esempio, il termine “età pensionabile” è stato sostituito da “età di riferimento”, per designare il momento in cui gli assicurati possono richiedere la rendita di vecchiaia senza essere soggetti a una riduzione per il pensionamento anticipato o a un supplemento per il differimento
Data la complessità della materia e le numerose specificità ed eccezioni, la presente scheda fornisce una panoramica delle nuove possibilità offerte dal primo pilastro, tenendo presente che il primo pilastro è solo uno dei fattori che entrano in gioco nel determinare le risorse disponibili al momento del pensionamento.
Pensionamento all’età di riferimento
L’età pensionabile di riferimento sarà gradualmente innalzata da 64 a 65 anni per le donne, con misure di compensazione per le donne nate tra il 1961 e il 1969. Queste possono assumere varie forme, tra cui prestazioni pensionistiche migliori in determinate situazioni, non soggette al massimale per le donne sposate. Tutti i futuri pensionati devono presentare una richiesta al fondo di compensazione competente alcuni mesi prima del raggiungimento dell’età di riferimento per attivare il pagamento della pensione.
Pensionamento anticipato
Anticipo totale È ora possibile percepire la pensione in anticipo a partire dal primo giorno del mese successivo al compimento del 63° anno di età. È possibile scegliere di percepire la pensione in anticipo, per intero o in parte. In questo caso, la pensione viene calcolata in modo normale, tenendo presente che la pensione anticipata è generalmente parziale, in assenza di un periodo completo di contributi. L’importo della pensione così calcolato viene poi ridotto di una percentuale che dipende dalla durata del periodo di prepensionamento. Durante il periodo di prepensionamento è necessario continuare a versare i contributi AVS, se necessario, come persona non attiva.
Anticipo parziale È ora possibile percepire tra il 20% e l’80% della pensione di vecchiaia prima di raggiungere l’età di riferimento. Durante il periodo di anticipazione, è possibile aumentare una volta la percentuale anticipata. In questo caso, il calcolo viene effettuato come per il prelievo anticipato completo.
Fine dell’anticipazione Al raggiungimento dell’età di riferimento, viene calcolata la pensione di vecchiaia definitiva, tenendo conto dei contributi versati durante il periodo di prepensionamento. Una volta stabilito l’importo della pensione, questo viene ridotto in base alla durata del periodo di pensionamento anticipato. Al momento del decesso dell’assicurato che ha versato la pensione anticipata, la pensione della vedova, del vedovo o dell’orfano che gli succede non viene ridotta.
Rinvio del pensionamento
Rinvio totale Chi raggiunge l’età di riferimento può differire la riscossione della pensione di vecchiaia da uno a cinque anni. Ciò consente di ricevere una pensione di vecchiaia maggiorata, a seconda della durata del differimento. Il meccanismo è quindi inverso a quello dell’anticipazione. Il differimento non può essere inferiore a un anno. Nel caso di assicurati coniugati, l’aumento legato al differimento non è influenzato dal massimale della pensione. Il differimento può riguardare la totalità o una parte della pensione, senza che sia necessario stabilire in anticipo la durata del differimento. Dopo un anno di differimento, è possibile revocarlo, in tutto o in parte, e ottenere il pagamento della pensione a partire dal mese successivo alla revoca. Tuttavia, il differimento non è possibile se l’assicurato percepisce una pensione di invalidità totale o un’indennità di frequenza.
Rinvio parziale Il differimento può riguardare solo una parte della pensione, dal 20% all’80% della stessa. Questa percentuale può essere ridotta una volta durante il periodo di differimento, ma non aumentata. Se una parte della pensione è stata anticipata, è possibile differire solo il saldo.
Fine del rinvio Il differimento termina quando l’assicurato revoca la rendita. La revoca si considera avvenuta anche quando è trascorso il periodo massimo di cinque anni, precisando che l’assicurato deve richiedere espressamente il pagamento della pensione. Anche la concessione di un assegno di invalidità o il decesso dell’assicurato pone fine al differimento. Le pensioni di reversibilità che seguono una pensione di vecchiaia differita non vengono aumentate.
Fonte: CVCI, Demain, agosto/settembre 2024. Traduzione ed adattamento: Cc-Ti
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/02/ART25-Pensionamento-flessibile.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-02-21 08:00:002025-02-17 15:35:02Pensionamento flessibile nel regime del 1° pilastro
Trump ha firmato i nuovi ordini esecutivi che fissano al 25% l’aliquota di dazio ad valorem aggiuntiva sui prodotti in alluminio e in acciaio, estendendola anche ai prodotti derivati. Le misure pongono altresì fine alle esenzioni, ai contingenti o ai contingenti tariffari di cui beneficiavano alcuni Paesi e alle esclusioni specifiche per prodotto. Tutti i dettagli nei Proclami 10895 e 10896 pubblicati il 18 febbraio nel Registro Federale. Le misure si applicano dal 12 marzo 2025.
Il 10 febbraio 2025, il presidente Trump ha firmato nuovi ordini esecutivi che, ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, assoggettano i prodotti in acciaio e in alluminio importati negli Stati Uniti a un dazio ad valorem aggiuntivo del 25% a partire dal 12 marzo 2025, ampliando altresì l’ambito di applicazione agli articoli trasformati. Gli ordini eliminano anche le esenzioni dai dazi accordate a determinati Paesi e le esclusioni di prodotto concesse. Queste ultime rimangono in vigore solo fino alla data di scadenza o fino al raggiungimento del volume del contingente tariffario, a seconda di quale evento si verifichi per primo.
Alla U.S. Customs and Border Protection (CBP), l’autorità che controlla le frontiere, è affidato il compito di identificare e perseguire eventuali pratiche di evasione, come classificazioni errate di prodotti e/o trasformazioni di prodotto volte esclusivamente ad aggirare i dazi. Gli importatori di prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio saranno tenuti a fornire alla CBP tutte le informazioni necessarie per identificare il contenuto utilizzato nella fabbricazione di tali articoli.
Alluminio
Dal 12 marzo 2025 tutti i prodotti in alluminio e i derivati dell’alluminio sono soggetti a un’aliquota di dazio ad valorem aggiuntiva del 25% (invece del 10%), indipendentemente dal Paese di origine. È prevista un’eccezione per i derivati dell’alluminio lavorati in un altro Paese a partire da articoli in alluminio fusi e colati negli Stati Uniti.
L’elenco dei prodotti interessati da questa misura, e identificati tramite la voce di tariffa doganale HTSUS è riportato nell’allegato 1 del Proclama 10895. In sostanza, ben 19 linee tariffarie del capitolo 76 sono interamente assoggettate al dazio del 25%.
Nell’allegato 1 figurano anche derivati dell’alluminio (articoli trasformati) classificati nei capitoli 66, 83, 84, 85, 87, 88, 90, 94, 95 e 96: per questi prodotti il dazio addizionale ad valorem si applica solo alla percentuale di alluminio contenuta.
Acciaio
Dal 12 marzo 2025, tutte le importazioni di prodotti siderurgici di cui alla voce 9903.80 dell’HTSUS saranno soggette a un’aliquota di dazio ad valorem aggiuntiva del 25% indipendentemente dal Paese d’origine.
Il dazio aggiuntivo del 25% si applica anche ai derivati dell’acciaio elencati tramite voce di tariffa doganale HTSUS nell’allegato 1 del Proclama 10896. Trattasi di 155 prodotti delcapitolo 73. Nell’allegato 1 figurano anche alcuni derivati dell’acciaio che non rientrano nel capitolo 73 dell’HTSUS: trattasi di alcune voci dei capitoli 84, 85 e 94. Per questi prodotti il dazio addizionale ad valorem si applica solo alla parte di acciaio.
È prevista un’eccezione per i derivati dell’acciaio lavorati in un altro Paese a partire da articoli in acciaio fusi e colati negli Stati Uniti.
https://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2025/02/ART25-USA-dazi-acciaio-alluminio.jpg8531280Giulia Scalzihttps://www.cc-ti.ch/site/wp-content/uploads/2020/05/LG-cc-ti-03.pngGiulia Scalzi2025-02-20 08:05:002025-03-06 16:33:52USA: dazi del 25% su acciaio e alluminio, senza eccezioni o esenzioni
Cliccando il pulsante «Accetta», acconsentite all’utilizzo di tutti i nostri cookie così come quelli dei nostri partner. Utilizziamo i cookie per raccogliere informazioni sulle visite al nostro sito web, con lo scopo di fornirvi un'esperienza ottimale e per migliorare continuamente le prestazioni del nostro sito web. Per maggiori informazioni potete consultare la nostra informativa sulla privacy.
Quando visitate un sito web, questo può memorizzare o recuperare informazioni attraverso il vostro browser, di solito sotto forma di cookie. Poiché rispettiamo il vostro diritto alla privacy, potete scegliere di non consentire la raccolta di dati da alcuni tipi di servizi. Tuttavia, il mancato consenso a tali servizi potrebbe influire sull'esperienza dell'utente.
Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.
Cookie di Google Analytics
Utilizziamo Analytics con lo scopo di monitorare il funzionamento del sito e analizzare il comportamento utente.
Altri servizi
Utilizziamo cookies di YouTube e Vimeo per l'iterazione di video esterni nel nostro sito.